SINDACATI REPLICANO A DIRIGENTI SCOLASTICI: “ISCRIZIONE A SINDACATO NON E’ AMORALE, MA TUTELA DI DIRITTO”

16 Gen 2014 flc,

Modena, 16 gennaio 2014

«Una contestazione di addebiti non ha alcun elemento che renda il lavoratore non meritevole di accedere alle tutele sindacali, perché il procedimento riguarda una possibile “colpevolezza” e non un colpevole».

Lo affermano Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola di Modena in risposta alla lettera aperta dell’Andis (Associazione nazionale dirigenti scolastici) sulla condotta che i sindacati dovrebbero tenere nel contenzioso sugli interventi disciplinari che riguardano il personale della scuola.

Per il presidente provinciale Andis Omer Bonezzi i sindacati dovrebbero rifiutare l’iscrizione ai lavoratori che si rivolgono a loro solo dopo aver subito un addebito disciplinare.

«È fuorviante sostenere che, se assistiamo i lavoratori in procedimenti che riguardano il loro lavoro, potremmo “far passare l’immagine che difendiamo solo i fannulloni” – dichiarano i segretari provinciali di Flc-Cgil Stefano Colombini, Cisl Scuola Monica Barbolini e Uil Scuola Liviana Cassanelli – Nel definire le procedure che debbono essere seguite, il Dlgs 165/2001 attribuisce alle associazioni sindacali un compito di rappresentanza del lavoratore nel momento del confronto finalizzato a garantire il diritto di difesa. Si riconosce, dunque, che nella fase del procedimento disciplinare il sindacato è rappresentativo di interessi generali di imparzialità e correttezza negli ambienti di lavoro verso tutti i lavoratori».

Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola sottolineano che nessun sindacato può sottrarsi (negando l’assistenza richiesta da un lavoratore) alla funzione che la legge gli attribuisce, a meno di non volere considerare tale funzione come priva di valore o soggetta a valutazioni di merito sulla possibile “colpevolezza” a priori del lavoratore stesso.

«Sarebbe, peraltro, paradossale, – aggiungono le tre sigle – che l’assistenza fosse condizionata all’iscrizione al sindacato del soggetto che attiva il procedimento disciplinare. Le stesse tutele sono offerte a tutti i lavoratori, compresi i dirigenti scolastici, i quali hanno anch’essi il diritto di chiedere di essere assistiti in un procedimento disciplinare che li riguardi, anche se a inviare la contestazione fosse un direttore regionale iscritto a un sindacato. Ricordiamo, infine, che il diritto alla difesa viene riconosciuto a ogni lavoratore dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori e a tutti i cittadini dall’art. 24 della Costituzione, che rende così sostanziale – concludono i segretari provinciali di Flc-Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola – il principio di uguaglianza richiamato dall’art. 3 della stessa Carta».

(1) lettera presidi su sanzioni disciplinari due ANDIS

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