WAM PONTE MOTTA CAVEZZO, ACCORDO PER LA CONTINUITÀ PRODUTTIVA POST-SISMA

04 Lug 2012 sisma, sisma 2012,

Cavezzo, 4 luglio 2012

E’ stato raggiunto la settimana scorsa l’accordo tra la Fiom/Cgil e la direzione aziendale della Wam di Ponte Motta a Cavezzo per la gestione della fase di emergenza post-terremoto.

A causa delle forti scosse del secondo sisma del 29 maggio, la Wam infatti ha subito danni strutturali allo stabilimento, che è stato dichiarato inagibile e quindi senza possibilità di continuare la produzione in loco (l’azienda produce  coclee e sistemi di trasporto e filtraggio polveri, con circa 500 dipendenti).

In attesa del ripristino della struttura e della messa in sicurezza secondo i dettami del Dlgs 74, il sindacato e l’azienda hanno trovato l’accordo per lo spostamento momentaneo di attività produttive a Formigine di Modena (in via Giardini Sud 76), con il conseguente trasferimento di una parte dei lavoratori che sarà crescente in funzione dello spostamento di parti di attività.

Anche le attività impiegatizie sono temporaneamente spostate a Modena nella palazzina di via Zucchi 21/B, con il trasferimento di quasi tutto il personale impiegatizio.

I restanti lavoratori non coinvolti dal trasferimento, sono coperti dalla cassa integrazione “per evento sismico” e l’azienda si è impegnata a corrispondere l’anticipo delle mensilità di cassa alle normali scadenze di paga, e a riconoscere la maturazione dei ratei di ferie, tredicesima, permessi  e Tfr.

L’accordo prevede un orario di lavoro su due turni dal lunedì al sabato di 7 ore l’uno. Il lavoro di sabato è stata introdotto per evitare il turno notturno e il lavoro di domenica. Al turno notturno (pur previsto dall’accordo) si farà ricorso solo in caso di forte necessità di mercato.

L’azienda mette a disposizione degli operai anche un servizio navetta giornaliero andata/ritorno Ponte Motta-Formigine. Agosto sarà mese lavorativo e le ferie sono sospese.

L’accordo, approvato stamattina nelle assemblee in modo unanime dai lavoratori, rappresenta indubbiamente un sacrificio, compensato dall’impegno della proprietà a ristabilire la struttura di Ponte Motta nel più breve tempo possibile, a continuare ad investire sul territorio e a garantire i livelli occupazionali.

Con questo accordo, lavoratori, sindacati e azienda hanno dato prova di responsabilità e volontà di trovare soluzioni per la ripresa in tempi brevi. Per la ripartenza delle imprese, a cominciare da quelle medio-piccole, c’è però bisogno anche dello stanziamento in tempi brevi di risorse pubbliche per la ricostruzione.

 

Erminio Veronesi Fiom/Cgil Mirandola

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